Lanzarote

l'isola dai paesaggi lunari e dalle spiagge infinite

A sole 4 ore di volo dall'Italia, Lanzarote ci accoglie con un clima gradevole tutto l'anno, con temperature mai troppo calde d'estate e miti in inverno senza mai scendere sotto i 15/20 gradi. Il sole che scalda le coste invoglia a lunghe passeggiate nei due centri principali di Playa del Carmen e Playa Blanca, l'uno al centro dell'isola e l'altro a sud. dove è inoltre possibile regalarsi ore di tranquillità seduti in qualche bar sul lungomare a sorseggiare un aperitivo o un buon bicchiere di vino.

E' un isola per tutti i gusti, le attività che si possono fare sono tantissime, oltre a godersi il sole in spiaggia è possibile fare trekking, praticare surf o visitare le tantissime attrazioni disseminate nell'isola, opera dell'artista Cesar Manrique che ha posto qui la sua residenza. Tra le principali troviamo lo "Jameos del agua", una grotta vulcanica con al suo interno un lago naturale leggermente illuminato dal sole, dimora di una specie di granchio albino unico al mondo. Una caffetteria collocata all’interno diventa una sosta obbligata per prendere qualcosa mentre si apprezza la bellezza del luogo.

Accanto alla grotta che ospita queste creature c’è un giardino di palme con un lago artificiale e un museo dedicato ai vulcani che offre varie attività interattive. Inoltre, un auditorium costruito nella caverna che sfrutta la sonorità della grotta vulcanica e ospita tutti i tipi di concerti ed eventi in un paesaggio unico.

Da visitare sono sicuramente anche la fondazione César Manrique, situata nella singolare e spettacolare dimora costruita dall'artista dopo il suo ritorno da New York, quando decise di stabilirsi definitivamente a Lanzarote. Ubicata nel mezzo di una colata di lava, originata dalle grandi eruzioni che colpirono l’isola tra il 1730 e il 1736, essa è la casa nella quale Manrique trascorse la maggior parte del tempo, essendo stata sua dimora per venti anni, dal 1968 al 1988. In questa struttura, che occupa 3.000 metri quadrati, all’interno di una proprietà di 30.000, risalta il dialogo tra l’edificio e la natura, in una fusione tra il vulcano e l’architettura che rispecchia un rapporto di rispetto permanente.

La grotta di Los Verdes, Il giardino dei Cactus Il Mirador del Rio sono alcune delle altre attrazioni che questa isola regala, oltre alle opere spettacolari create dalla natura, tra le più importanti il parco nazionale del Timanfaya e il lago verde.

Al parco nazionale si accede mediante un ingresso a pagamento che attraverso una strada costruita in mezzo alle colate laviche porta al cuore vulcanico dell'isola, qui è possibile percorrere un tratto di strada panoramico tra i crateri con bus turistici ed ammirare gli spettacolari sbuffi di vapore provenienti dal sottosuolo. Un ristorante è anche disponibile per chi volesse degustare grigliate di carne cotte direttamente con il calore del vulcano.

Il lago verde, un cratere a livello del mare formatosi In seguito alle eruzioni del 1730, in questa sorta di anfiteatro aperto sull’oceano si è formata una laguna verde che deve il suo colore alle alghe che popolano le sue acque di superficie. Arrivare lì e contemplare dall’alto la sua spiaggia di sabbia nera che contrasta con il verde del lago, è qualcosa che di certo non lascia indifferente.

Ultima ma non per bellezza, "los Hervideros", un'enorme colata lavica che si getta in mare con pareti altissime dove le possenti onde oceaniche si scagliano con veemenza creando altissime nuvole d'acqua.

Lanzarote però è anche spiagge, bianche come nel nord dell'isola a la Caleta del Mojon Blanco, giallo oro come a Playa del Carmen, a Playa Blanca o a la Caleta de Famara, nere come quella delle saline del Janubio, calette isolate o lunghe distese a perdita d'occhio, dove passeggiare o semplicemente prendere il sole in tutti i periodi dell'anno. Un isola da vivere, da scoprire e da gustare, non dimenticando uno dei prodotti tipici: il vino de la Geria, la zona interna dell'isola con vigneti a perdita d'occhio e cantine dove fare ottime degustazioni all'ombra di piante secolari.

racconto di viaggio di Elena e Fabio

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