Milos

l'isola dai mille colori

E’ bastata un’immagine vista per caso a convincerci a scegliere Milos come destinazione delle nostre vacanze settembrine, quelle vacanze che chiudono l’estate e caricano per l’inverno.

Il nostro viaggio è iniziato a Santorini, scalo tecnico necessario per accedere a Milos, ma anche buona occasione per trascorrere qualche ora in uno dei luoghi più belli che abbiamo visitato.

Il viaggio in traghetto verso la nostra destinazione è stato decisamente rapido; infatti, dopo una breve sosta a Folegandros, nell’arco di un paio d’ore siamo approdati ad Adamas, porto commerciale e ridente cittadina costiera.

Il nostro albergo era situato a Pollonia, a Nord dell’isola, ed è stato un ottima scelta sia per la tranquillità che lo caratterizzava, sia per i magnifici tramonti che ci ha regalato.

Milos conta ben 75 spiagge, che con i loro colori accesi e gli scogli levigati da un mare dai colori cangianti , ci ha sin da subito infuso un’energia e una voglia di scoprire che sono durati per tutta la  nostra permanenza. Abbiamo così gustato alcune delle località più famose (Firiplaka, Paleochori, Agia Kiriaki, Tsigrado, Plathiena e Gerontas) e ammirato quelle meno note ( Fatourena, Tria Piagadia, Kastanas, Kolimpisionas).

Abbiamo esplorato zone impervie, originate da violenti sconvolgimenti, come la grotta marina semi-crollata di Sikia, o gli anfratti nascosti di Kleftiko (dove in passato trovavano riparo i pirati) o le morbide scogliere di Sarakiniko o ancora le tre caverne  sottomarine, incassate in alte scogliere, di Papafrangas.

Milos non è solo una meraviglia per gli amanti della natura e delle sue infinite varianti, ma è anche una splendida tela sulla quale la mano dell’uomo ha dato un ultimo tocco di pennello, posando sulle sue rocce pittoreschi paeselli.

Plaka, con i suoi vicoli bianchi che si arrampicano su pendii scoscesi; Firopotamos, con la sua languida spiaggia; Klima, con le sue colorate syrme ( rimesse per le barche, molte delle quali oggi sono studios); Adamas, con le sue vivaci taverne; Pollonia, con i suoi imperdibili tramonti; Emporios e Zefira con la loro atmosfera fuori dal tempo.

Non dimentichiamo, poi, le innumerevoli chiesette, alcune delle quali costruite in zone del tutto impensabili e il sorprendente monastero di San Giovanni ( Agos Ioannis), il più antico e venerato.

Ci sono poi le antiche miniere che affascinano e allo stesso tempo intristiscono per loro stato di abbandono e che emanano ancora il loro tipico odore di zolfo .

In realtà l’isola nasconde tante altre perle, che cinque giorni pieni di permanenza fanno solo scorgere, quali spiagge raggiungibili solo in barca o antiche opere dell’uomo (le catacombe e le rovine del sito archeologico che ha dato alla luce la famosa Venere), ma il nostro tempo è scaduto! Ed eccoci ancora in viaggio per l’ultima tappa della nostra vacanza: Mikonos. Quale altra destinazione potevamo scegliere per caricarci adeguatamente se non l’isola della gioia di vivere, dell’energia e dei colori bellissimi?

Così l’ultimo giorno lo abbiamo trascorso passeggiando tra vicoli bianchi, tanto intricati da sembrare un labirinto concludendolo con un caldo tramonto seduti ai piedi di imperituri mulini..

racconto di viaggio di Elena e Fabio

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