Peloponneso on the road

Viaggio alla scoperta della Grecia autentica, fuori dagli itinerari turistici più conosciuti

Finalmente eccolo, il canale di Corinto, siamo nel Peloponneso! abbiamo studiato tanto questa vacanza, decidendo le tappe e le escursioni, ed ora eccoci arrivati! Il viaggio è iniziato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La prima tappa è stata Kandia, in Argolide, la regione che ha dato i natali agli antichi Micenei, affascinante sia per i meravigliosi paesaggi che per la sua storia millenaria. Kandia si è dimostrata subito una buona base per visitare i siti archeologici più significativi e famosi della zona; Epidauro, con il suo teatro in primis. Questo luogo, dimenticato per secoli sotto una rigogliosa vegetazione, è riemerso nell’ottocento grazie a dei testardi archeologi che lo hanno cercato permettendoci di apprezzarlo e ammirarlo. È stato il “primo” ospedale dove si dice operò Asclepio in persona, figlio di Apollo e Dio della medicina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il giorno successivo siamo partiti per Monemvassia; per giungere a questa meta abbiamo scelto di percorrere la costa orientale del Peloponneso e di inoltrarci lungo strade desertiche anziché utilizzare l’autostrada molto più veloce e diretta. Lungo il percorso abbiamo visto numerose baie dalle acque placide e ricche di pesci: Paralio Astros e Plaka con le sue taverne sulla spiaggia, abbiamo ammirato meravigliosi paesaggi quali quelli offerti dal monastero di Elonis, e ridenti paesi come Kosmas con la sua graziosa piazzetta e Gerachi con le sue case in stile veneziano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Monemvassia ci ha accolti con le sue possenti mura, i sui vicoli, le sue chiese e le sue taverne, lasciandoci letteralmente a bocca aperta a respirare l’atmosfera medievale che aleggiava in ogni suo angolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il giorno dopo ci siamo dedicati alla scoperta delle spiagge intorno a Monemvassia e successivamente ci siamo diretti a Elafonissi. Elafonissi, una piccola isola raggiungibile con un traghetto in partenza da Pounda, è un vero gioiello che  con le sue spiagge di sabbia bianchissima accoglie i visitatori con un porticciolo dal quale spicca una chiesetta bianca che sembra galleggiare sull’acqua.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ritornati sulla terraferma a malincuore, ci dirigiamo verso Ghytion, l’antico porto di Sparta, che la tradizione indica come la prima tappa della fuga di Paride ed Elena. Questa cittadina è anche la porta verso una delle zone più aspre e selvagge del Peloponneso: il Mani, penisola dai paesaggi aridi disseminati di paesini semi disabitati dai colori caldi e dalle case a torre. Noi ne abbiamo fatto il periplo, partendo da Ghytion,  arrivando a PortoKagio, la punta più estrema, e risalendo verso Aeropoli, con una breve pausa a Vhatia il paese simbolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le cose da vedere qui sarebbero state  tante, come le famose grotte diDirou, le spiagge e il monastero “nero” di AgiosSpiridion, ma il tempo cominciava a scarseggiare.

Dal giorno successivo è iniziato il nostro rientro. Lungo la strada per Atene la prima fermata è stata Mistrà. Questa città, voluta da Guglielmo di Villehardouin ne l 1249, come castello difensivo per controllare la regione, oggi è abitata solo da un esiguo numero di suore che risiedono nel monastero di Pantalassa ma sono ancora evidenti nei palazzi, nelle chiese e nel palazzo reale, i segni di un passato glorioso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli ultimi due giorni di vacanza li abbiamo trascorsi a Loutraki, un importante centro termale a 80 Km da Atene affacciato sul canale di Corinto.

Da qui siamo partiti per visitare Micene con le sue poderose mura costruite, si dice, dagli stessi ciclopi e le sue tombe a tolos. Appena entrati nel sito archeologico ci siamo sentiti catapultati in tempi lontani dove Agamennone, i suoi achei, Clitennestra ed Egisto, hanno vissuto intrighi e drammi, e abbiamo percepito l’adrenalina che scorreva nelle vene di Schiliemann ogni volta che estraeva dalla terra un pezzo di storia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ultimo giorno lo abbiamo trascorso a Heraion e al lago di Vouliagmeni. Il primo è un sito archeologico a 10 Km da Loutraki, costituito da un tempio dedicato ad Era su tre livelli l’ultimo dei quali in parte sommerso. Il secondo uno specchio di acqua di mare parzialmente aperto circondato da spiaggette particolarmente originale.

Questo viaggio tra passato e presente ci ha regalato tantissime emozioni e ci ha permesso di scoprire una Grecia meno turistica ma più autentica aperta e accogliente.

 

di Elena , Fabio e Alberto

 

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