Un'estate in Portogallo

mare cultura e non solo.....

Detto così “UN ESTATE IN PORTOGALLO” potrebbe sembrare che abbiamo trascorso un’intera estate in Portogallo, in realtà vi abbiamo passato solo quindici giorni, però quindici giorni intensissimi , interessantissimi e molto, molto vari.

 Il Portogallo è stato il paese delle sorprese… alcune piacevoli, altre un po’ meno….La prima sorpresa è stata la nebbia ! Proprio l’odiatissima nebbia!!!  L’abbiamo trovata a Sintra, dove abbiamo scoperto che  soprattutto nei mesi più caldi ( luglio ed agosto), lungo la costa atlantica si possono formare delle nebbie mattutine,  create dall’incontro delle correnti fredde provenienti dal mare e con l’aria calda dell’entroterra.  Per fortuna abbiamo anche scoperto che a volte basta spostarsi di pochi chilometri per godere dello splendido sole e delle meravigliose spiagge.

Proprio le spiagge , sono state la prima sorpresa positiva.!! Ci hanno decisamente stupito  per la loro varietà: alcune sono lunghe e dorate, come  quelle attorno a Lisbona, altre chiuse da alte falesie colorate, come quelle tra Sagres e Lagos, o circondate da bianche dune, come quelle tra Cabo da Roca e Sintra oppure ancora in “ movimento” come quelle che si formano per mano dell’alta/bassa marea nel parco naturale del Rio Formosa, in  Algarve…un vero spettacolo.

Un’altra sorpresa c’è l’ha fornita l’entroterra del Portogallo. Con il nostro tour siamo infatti partiti da Lisbona, per toccare Sintra, Tomar, Evora, Bejia ed arrivare a Tavira, in Algarve, per poi tornare a Lisbona dopo una sosta a Sagres. Ebbene in questi luoghi abbiamo trovato tantissima arte, storia e tradizione. A Sintra, per esempio, ci siamo imbattuti in residenze fiabesche ed anche un po’ eccentriche; a Tomar, abbiamo respirato lo spirito templare nel suo antico convento/fortezza; ad Evora abbiamo ritrovato le vestigia della antica capitale dell’Alentejo, nella grande cattedrale (Sé) e nell’università; a Beja  abbiamo scoperto la possente torre Managerm e il convento sede di antichi amori; a Tavira, abbiamo percorso le viuzze in cui i pescatori per secoli hanno trascinato le loro reti; a Estoi, abbiamo visitato lo splendido palazzo signorile attorno al quale si è sviluppato il caratteristico borgo; a Silves, abbiamo attraversato i portoni della possente  fortezza rossa; ed infine a Sagres, siamo giunti a quella che per i popoli antichi era la fine del mondo: cabo de Sao Vicente.

Ovviamente non abbiamo potuto escludere Lisbona dal nostro tour. Purtroppo il tempo rimasto  a nostra disposizione  non era molto ecco perché abbiamo deciso di concentrare la nostra attenzione su due zone, una opposta all’altra: la zona di Belem, con i suoi monumento simbolo (la torre di Belem, il convento di San Geronimo, il monumento  a Vasco da Gama) e la zona più moderna di Lisbona, cioè l’area  riqualificata con expo 1998, dove ora si trova il Parque das Nacoes.

Dopo tutte le meraviglie naturalistiche e architettoniche, le tradizioni e la cultura  scoperte in questo tour stupendo, la piccola delusione di imbattersi nella nebbia è stata superata…anzi è diventata una delle caratteristiche che rendono questo paese così affascinante e misterioso.

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