Sicilia

in viaggio tra paesaggi e tesori d'arte

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La Sicilia ci ha sempre attirati per i suoi paesaggi e i suoi tesori artistici, ecco perché abbiamo colto l’occasione di un lungo ponte nel mese di aprile per visitarne una piccola parte.

Siamo atterrati a Palermo, che con rammarico abbiamo deciso di trascurare, e ci siamo diretti ad Alcamo, il nostro primo punto d’appoggio per l’esplorazione di questa stupenda isola ( il secondo punto di appoggio sarà Agrigento).

Alcamo, è un’ottima base per scoprire luoghi come Castellamare del Golfo, Scopello, Segesta, Erice, Trapani, Marsala e Mazzara del Vallo e nasconde tante piccole sorprese!!  Quali? Per esempio, piazza Ciullo, che con la chiesa di S. Oliva e la chiesa secentesca del collegio, è il vero cuore pulsante della cittadina; oppure la chiesa Madre; oppure ancora il castello dei conti Modica, con il suo museo dedicato al teatro dei pupi siciliani.

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La nostra permanenza in Sicilia è stata suddivisa in tre itinerari: il primo prevedeva la visita di Scopello, con sosta alla famosa tonnara, Erice con i suoi vicoli e i suoi panorami e le saline di Trapani; il secondo Marsala e Mazzara del Vallo, con una breve sosta a Gibellina; il terzo, di trasferimento verso Agrigento, prevedeva delle escursioni a Sciacca, Eraclea Minoa e alla scala dei Turchi. Il nostro viaggio includeva una giornata intera alla valle dei templi ad Agrigento, con eventuale visita al farm cultural park di Favara e una visita al sito archeologico di Segesta, con il suo teatro e il suo tempio dorico, perfettamente inseriti tra coline in fiore.

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Purtroppo le condizioni meteo hanno un po’ modificato i nostri progetti (non siamo riusciti ad andare a Gibellina Eraclea Minoa e a Favara) e in alcuni casi, come ad esempio alle saline di Trapani, non ci hanno permesso di godere appieno delle bellezze naturalistiche del luogo; comunque, tutto si è dimostrato fattibile con calma e senza accumulo di stanchezza o stress.

Scopello, Erice, la scala dei turchi e le saline ci hanno regalato paesaggi singolarissimi e molto diversi anche se a pochi chilometri l’uno dall’altro, e allo stesso tempo ci hanno mostrato la tenacia, l’ingegno e la caparbietà di un popolo che ha saputo sfruttare le ricchezze dell’ambiente circostante. Mi riferisco in particolare alla tonnara e alle saline, dove, ci è stato spiegato, la vita di chi ci lavorava non era per niente facile!!

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Marsala e Sciacca, invece, si sono dimostrate due cittadine dalla forte personalità, l’una con le sue vie lastricate di marmo bianco e i suoi edifici barocchi; l’altra, distesa su diversi ripiani di roccia digradanti verso il mare, con la sua piazza/ terrazza e i suoi negozi di ceramiche.

Mazzara del Vallo, invece, ci ha proiettati in una casbah nordafricana, con intricate viuzze tra le quali però spuntavano palazzi barocchi e affascinanti edifici normanni, quasi a ricordarci il susseguirsi delle popolazioni che si sono stabilite in quest’isola meravigliosa.

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Agrigento, poi, in particolare la valle dei templi con i giardini della Kolymbetra, si è rivelato un vero gioiello.

L’area archeologica che si snoda a tre km dalla città è uno dei siti più affascinanti del Mediterraneo con i suoi templi dorici ben conservati che di sera assumono un fascino ancora più conturbante.

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In questi pochi giorni abbiamo potuto realizzare che ogni paese toccato dal nostro tragitto nascondeva una storia lunga e ricca di tradizioni e allo stesso tempo abbiamo potuto apprezzare panorami inattesi, con una natura ricca di fiori e profumi.

La Sicilia è anche cucina e enogastronomia e se ne è accorta la nostra bilancia!!!  Come resistere ai cannoli e ai dolci alle mandorle della simpatica Maria Grammatico di Erice, o ai vini di Marsala, o al pane cunzatu di Scopello, oppure a cous cous di pesce di Mazzara del Vallo oppure ancora alle arancine di riso di Castrofilippo? Impossibile…

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Insomma, la Sicilia è una destinazione che ha ridestato e appagato tutti i nostri sensi: l’olfatto, con i suoi profumi; la vista con i suoi panorami e le sue bellezze artistiche; il gusto con le sue prelibatezze; l’udito con il rumore del mare e i richiami dei gabbiani; il tatto col tepore del suo sole!!

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racconto di viaggio di Elena e Fabio